Ogni riferimento è usato a scopo illustrativo, nel rispetto della privacy e del segreto professionale.
Contesto iniziale:
Anna, 38 anni, si rivolge allo studio lamentando un persistente stato di ansia, tensione muscolare cronica e difficoltà relazionali sul lavoro. Il sintomo fisico più evidente è una continua oppressione toracica e fatica a respirare a fondo, spesso accompagnata da crisi di pianto improvvise. È molto giudicante verso se stessa e si sente “sbagliata” nel non riuscire a gestire tutto da sola.
Obiettivo terapeutico:
- Ridurre i sintomi d’ansia e migliorare la regolazione emotiva
- Rafforzare l’autostima e la capacità di esprimere i bisogni
- Promuovere la connessione mente-corpo per aumentare la consapevolezza
Approccio utilizzato:
Abbiamo combinato sedute di psicoterapia individuale con approccio bioenergetico, tecniche di respirazione, grounding e momenti di mindfulness. Dopo alcune settimane, abbiamo integrato l’EMDR per elaborare esperienze passate legate all’infanzia, in particolare un attaccamento ambivalente con la madre.
Evoluzione:
Nel corso dei mesi, Anna ha iniziato a percepire il suo corpo come alleato, non più solo come contenitore di disagio. Ha imparato a riconoscere le tensioni come segnali emotivi, ha sviluppato maggiore compassione per se stessa e ha iniziato ad affermarsi in ambito lavorativo senza sensi di colpa.
Risultato:
Dopo circa 9 mesi di lavoro, Anna riferisce una marcata riduzione dell’ansia, ha ripreso attività creative che aveva abbandonato, e riesce a gestire i conflitti in modo più assertivo. Il respiro, da ostacolo, è diventato un punto di accesso alla sua centratura.
Questo caso mostra come un intervento integrato possa facilitare un cambiamento profondo, rispettando i tempi e la complessità dell’individuo.
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