Ogni riferimento è usato a scopo illustrativo, nel rispetto della privacy e del segreto professionale.
Questo case study è dedicato al tema delle relazioni e al modo in cui la psicoterapia può accompagnare una trasformazione profonda in questo ambito:
Contesto iniziale:
Marco ha 42 anni, è un libero professionista e si presenta in terapia in seguito a una rottura sentimentale molto dolorosa. È la terza relazione importante che termina in pochi anni con dinamiche simili: si sente sempre “abbandonato”, diventa iper-controllante e vive un senso costante di inadeguatezza e paura di non essere abbastanza.
Durante i colloqui iniziali emergono sentimenti di forte dipendenza affettiva, idealizzazione del partner e una difficoltà a mantenere confini emotivi sani.
Obiettivi terapeutici:
- Esplorare i modelli relazionali disfunzionali
- Rafforzare l’identità personale e l’autonomia emotiva
- Elaborare eventuali ferite affettive precoci (attaccamento, rifiuto, abbandono)
Approccio utilizzato:
Abbiamo iniziato con sedute di psicoterapia individuale a cadenza settimanale, integrando strumenti dell’Analisi Bioenergetica per lavorare sul radicamento corporeo e la consapevolezza delle emozioni.
Dopo aver stabilito un’alleanza terapeutica solida, abbiamo introdotto l’EMDR per rielaborare episodi relazionali dolorosi, legati soprattutto al rapporto con la madre, percepita come imprevedibile e distante.
In parallelo, Marco ha partecipato a classi di esercizi bioenergetici in gruppo, che lo hanno aiutato a sentire e contenere emozioni come rabbia e paura, spesso agite o represse nelle relazioni.
Evoluzione del percorso:
Nel tempo Marco ha imparato a distinguere tra bisogni autentici e aspettative compensatorie. Ha iniziato a chiedersi: “Sto cercando amore o sto cercando di colmare un vuoto?” Questo cambiamento di prospettiva ha ridotto la sua impulsività emotiva e gli ha permesso di vivere i legami con maggiore lucidità.
Ha anche iniziato una nuova relazione, con maggiore consapevolezza e rispetto reciproco, riuscendo a stabilire confini senza sentirsi in colpa o “meno amato”.
Risultato:
A un anno dall’inizio della terapia, Marco racconta di sentirsi finalmente libero di essere sé stesso, anche nella relazione di coppia. Ha superato la paura del rifiuto, ha sviluppato una maggiore autonomia affettiva e si sente in grado di costruire legami più equilibrati.
Nota: ogni caso è unico. Questo racconto è tratto da un’esperienza di lavoro clinico ed è stato modificato nei dettagli per tutelare l’identità del paziente.
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