Dissociazione e sensazione di “non essere nel corpo”

Quando ti senti presente… ma non davvero qui

Ci sono momenti in cui non prevale l’ansia né la tristezza.
C’è piuttosto una sensazione difficile da descrivere:

  • come se stessi guardando la tua vita dall’esterno
  • come se il mondo fosse leggermente irreale
  • come se il tuo corpo fosse distante
  • come se fossi anestetizzato emotivamente

Molte persone temono di “impazzire”.
In realtà, ciò che stanno vivendo è una risposta di protezione del sistema nervoso: la dissociazione.


🌫️ Che cos’è la dissociazione

La dissociazione è un meccanismo naturale di difesa.
Quando un’esperienza è stata troppo intensa, minacciosa o prolungata, il cervello può “spegnere” temporaneamente alcune connessioni tra emozioni, corpo e coscienza.

È una strategia di sopravvivenza.
Non è una malattia in sé.
È il segnale che, in passato, qualcosa è stato troppo difficile da sostenere.


🌑 Come si manifesta

La dissociazione può presentarsi in diversi modi:

  • Depersonalizzazione: sensazione di essere distaccati dal proprio corpo o dalle proprie emozioni
  • Derealizzazione: percezione che il mondo sia irreale, ovattato, distante
  • Vuoti di memoria
  • Blocco emotivo
  • Sensazione di anestesia corporea
  • Congelamento nelle situazioni stressanti

Spesso questi stati si attivano automaticamente, senza che la persona lo voglia.


🧠 Perché accade

La dissociazione è frequentemente collegata a:

  • traumi relazionali precoci
  • esperienze di abuso o trascuratezza
  • ambienti familiari imprevedibili
  • eventi traumatici improvvisi
  • stress cronico prolungato

Quando il sistema nervoso percepisce che non è possibile né combattere né fuggire, può attivare il congelamento.
Se questa modalità si ripete nel tempo, può diventare automatica anche in situazioni non pericolose.


🌿 Il ruolo del corpo

Molte persone con esperienze dissociative riferiscono di:

  • non sentire chiaramente il proprio corpo
  • avere difficoltà a percepire fame, stanchezza o tensione
  • sentirsi “spente” o scollegate

Per questo motivo il lavoro terapeutico non si limita alla comprensione cognitiva.
È necessario ricostruire gradualmente un senso di sicurezza corporea.


🌱 Il mio approccio terapeutico

Nel lavoro sulla dissociazione è fondamentale procedere con stabilizzazione e gradualità.

Integro:

  • EMDR, quando il sistema è sufficientemente stabile
  • Radicamento bioenergetico, per favorire il contatto corporeo in modo progressivo
  • Esercizi di grounding, per tornare al presente
  • Mindfulness orientata alla sicurezza, senza forzare l’esposizione interna
  • Lavoro con le parti interne, per comprendere quale parte sta proteggendo
  • ACT, per sviluppare flessibilità psicologica e contatto con i propri valori

Il primo obiettivo non è rivivere il trauma.
È costruire sicurezza.


🌿 Tornare nel corpo è possibile

La dissociazione non è una condanna permanente.
È una risposta adattiva che può essere trasformata.

Con il tempo e con il giusto supporto, puoi:

  • ridurre la sensazione di irrealtà
  • sentirti più presente
  • riconnetterti alle emozioni in modo tollerabile
  • sviluppare continuità interna
  • vivere il corpo come luogo di sicurezza, non di minaccia

✨ Se ti senti distante da te stesso

Non sei rotto.
Non sei strano.
Non sei solo.

Possiamo lavorarci insieme, con rispetto e gradualità.

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Ricevo nel mio studio a Marina di Cerveteri, a Ladispoli,
e lavoro anche online in tutta Italia e all’estero.

Il corpo può tornare a essere casa.